Come fa un ragno a costruire una ragnatela?

Capita spesso, quando non facciamo le pulizie da tempo di vedere negli angoli della casa delle ragnatele, e forse ci occupiamo solo di scacciarle e non pensiamo mai come il ragno abbia fatto a costruire questa opera di alta ingegneria.
Prima di tutto il ragno deve trovare due sostegni separati, come due tronchi di un arbusto o i muri dell’angolo di una casa.
Successivamente il ragno fissa un filo doppio con un estremità attaccata ad un sostegno e l’altra attaccata all’altro sostegno, il ragno riesce ad appiccicare i fili ai sostegni grazie ad un collante di sua produzione.
Dopo il ragno cammina sui due fili fino a raggiungere il centro, qui lascia uno dei fili e l’altro filo inizia a piegarsi.
Quindi il ragno attacca il filo piegato a terra o ad un muro prolungando il filo e creando una specie di Y.
Fatto questo inizia a fissare gli altri fili portanti attaccandoli al centro della Y, che diventerà il centro della ragnatela.
Fatto questo inizia a tessere la spirale per tutta la ragnatela.
Prima di continuare occorre dire che il filo del ragno, prodotto da quest ultimo, in per sé non è appiccicoso, quindi il ragno spruzza sulla spirale, e solo sulla spirale, il suo liquido appiccicoso.
Infine, partendo dal centro, il ragno tesse un ultimo filo: il filo d’allarme, che termina in un posto nascosto e buio, dove appunto il ragno si nasconde, ora a quest ultimo non resta che nascondersi e attendere che la ragnatela faccia il suo lavoro.
Quando qualcosa viene intrappolato nella ragnatela il filo d’allarme vibra, allora il ragno esce dal nascondiglio per vedere se ciò che è stato preso è mangiabile: se no lo lascia stare, se si, tramite uno dei fili portanti, esce e ne succhia le interiora, dopo di che torna al suo nascondiglio in attesa della prossima preda.
Se il ragno, inavvertitamente, rimanesse intrappolato produce un solvente che lo fa staccare in pochi secondi, chiaramente, se anche gli insetti sviluppassero questo solvente i ragni sarebbero spacciata.
Inoltre la ragnatela è sorprendentemente resistente.

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I want you

Lettori, questo è un post di avviso, vi comunico che tra un mese circa su questo blog scriverò una serie di esercizi, voi dovrete risolverli e mandarmi con un commento le risposte.
Alla data di scadenza, che vi comunicherò in seguito, vi dirò il vincitore: chi ha fatto bene, o ci si è avvicinato, tutti gli esercizi nel minor tempo possibile.
Come ci si iscrive e altre informazioni vi saranno spiegate in seguito, per allenamento ecco a voi un problema:

Quesito N9 difficoltà: 5

Il rombo regolare ABCD ha il lato che misura 36cm e l’angolo che ha per bisettrice la base maggiore è di 60°.
Se la diagonale minore è i 3/9 della diagonale maggiore, quanto vale l’area del rombo?

Come fanno i pappagalli a ripetere le parole?

Capita ormai di consueto di tenere un pappagallo in casa o nel proprio negozio di animali e di giocarci imparandogli a ripetere le parole, ma ci siamo mai chiesti come fa il pappagaalo a ripetere ciò che noi gli diciamo?
Innanzi tutto occorre specificare che non tutti i pappagalli parlano o che alcuni riescono a parlare meglio di altri, per esempio l’Ara Macao riesce generalmente a parlare meglio di un Cacatua.
Comunque, l’abilità nel parlare non dipende solo dalla specie, ma anche dal soggetto individuale, e questa capacità va allenata nel tempo.
In realtà i pappagalli non conversano liberamente, ma riproducono sinfonicamente alcune frasi dell’uomo, grazie al loro apparato boccale molto simile al nostro.
Il pappagallo ha un apparato boccale molto semplice: emette suoni contorcendo o modificando la posizione della trachea, infatti, quando ripete parole abbastanza complesse si può notare le diverse posizioni che assume il suo collo durante la pronuncia.
Per far parlare un pappagallo occorre che esso si trovi a suo agio, nell’ambiente in cui vive e con persone che conosce da molto tempo.
Per fargli imparare una determinata frase occorre ripetergliela molte volte e con calma, tant è che un giorno, quando mio padre è tornato dal lavoro, mi ha raccontato che il pappagallo del cliente da cui era andato quel giorno aveva imparato a fischiettare la musica del film Trinità.
Questa capacità determina una grande intelligenza e memoria.

Tratto da Purina. it

Come fa un termosifone a scaldare una stanza?

Capita di frequente che noi d’inverno accendiamo il termosifone per riscaldare l’aria, ma questo, che a noi sembra scontato, si compie tramite un processo molto difficile, che si compie per convenzione: il termosifone scalda le molecole d’aria vicine a lui, queste, dato che l’aria calda è più leggera di quella fredda, salgono in alto e sbattono contro il soffitto, dato che il soffitto è freddo, tramite la legge dell’equilibrio del calore, la molecola cede gran parte del suo calore al termosifone e dato che torna fredda, riscende in basso, aspettando il suo nuovo turno.
Nel frattempo il termosifone ha scaldato le molecole che intanto si erano avvicinate a lui.
Il ciclo continua finché il soffitto non raggiunge la stessa temperatura di una molecola riscaldata, a questo punto si procede con questo ciclo, ma da questo momento il calore delle cellule rimane alle loro legittime proprietarie.

Tenia

La tenia è scientificamente nota come taenia, ma è anche conosciuta come verme solitario, è un parassita intestinale anche dell’uomo, infatti, delle 100 specie di tenia esistenti, tre interessano l’intestino umano.
Appartiene al philum dei platelminti, nella classe dei cestoidi e può raggiungere diversi metri di lunghezza.
La tenia ha un modo molto curioso di riprodursi e di insediarsi nell’intestino umano, ma per farlo ha bisogno di un altro essere animale che noi comunemente mangiamo: il maiale.
Dato che il maiale mangia tutto quello che trova per terra può capitare che mangi anche le uova della tenia.
Quando il maiale viene ucciso e mangiato, se la carne è poco cotta o al sangue l’uovo di tenia non muore.
Durante la digestione l’uovo si schiude ed esce fuori la testa della tenia, che si attacca al nostro intestino.
Quando noi mangiamo altre cose la tenia ci ruba un po’ del nostro nutrimento (ecco perché chi è infestato dalla tenia generalmente ha sempre molta fame) e lo usa per produrre una specie di grande catena di uova, che poi espelle tramite le nostre feci, e il ciclo ricomincia.
Se due tenie infestano l’intestino di una stessa persona lottano finché una di loro non muore, ecco perché la tenia è soprannominata “verme solitario”.

Un cubo bicolore

Tra i miei esercizi ho trovato un altro problema carino:

Quesito N8 Difficoltà: 4

Milena ha assemblato i suoi 27 quadretti in un unico cubo grande, che poi ha dipinto di blu.
Milena, però, non è soddisfatta del risultato estetico, quindi smonta il cubo blu e lo riassembla in modo che siano visibili meno facce blu possibili, quante facce blu sono ora visibili sul nuovo cubo?

Risultato quesito numero 7: la 2017esima cifra è 0

Olimpiadi della matematica

Oggi inizio la preparazione per le olimpiadi della matematica, che si disputeranno a maggio del 2018.
Ecco a voi uno dei problemi con cui mi alleno io:

Quesito N7 Difficoltà: 7

Jacopo si diverte a scriver una successione di numeri con le seguenti regole:
– la sommo di qualsiasi cinque numeri consecutivi deve riportare 17
– può usare solo i numeri 2,0,1 e 7
I primi tre numeri della successione di Jacopo sono rispettivamente 2,0 e 1
Quale sarà la 2017esima cifra che scriverà Jacopo?

Come si orientano gli scarabei stercorari?

Da un recente studio si è scoperto come lo scarabeo stercorario si orienti seguendo la via lattea, cosa mai vista in tutto il regno animale.
Per farlo, gli scarabei, seguono la scia bianca che si vede in cielo, che corrisponde alla via lattea, muovendosi parallelamente ad essa, e ciò è incredibile soprattutto per un animale così piccolo.
Spostarsi seguendo una linea di riferimento è essenziale per il mondo degli scarabei, dove i mucchi di sterco sono fortemente contesi: qiando un maschio trova degli escrementi freschi li raccoglie formando una palla, lo scarabeo, successivamente, sposta la palla lontano dal mucchio, dove si trovano altri scarabei, e generalmente viene seguito da una femmina.
Successivamente la coppia sotterra la palla di sterco, che sarà la principale fonte di cibo dei loro cuccioli.
Questo, chiaramente, avviene solo quando va tutto liscio, ma nella maggior parte dei casi non è così: nel mucchio di sterco ci sono molti altri scarabei pronti a rubare la palla al suo legittimo creatore, ecco perché gli scarabei necessitano di una via che permetta loro di allontanarsi in fretta e verso una precisa direzione.
Già si sapeva che lo scarabeo stercorario, di giorno, si allontanasse dal mucchio di sterco in linea retta guardando il cielo con riferimento uno schema di luce polarizzata invisibile all’occhio umano.
Non si sapeva invece come facessero gli scarabei ad orientarsi di notte, così alcuni studiosi andarono in Sudafrica per osservare degli scarbei al lavoro.
Videro che lo scarabeo aveva comunque un punto di rifeimento e ipotizzarono che questo fosse la via lattea.
Per verificare le loro teorie gli studiosi presero alcuni esemplari e li misero dentro una tavola recintata e hanno osservato le diverse reazioni degli insetti in base allo stato del cielo.
Per avere un ulteriore conferma portarono la tavola al planetario, potendo osservare da più vicino il cielo, e anche questa verifica dette risultati positivi.
Comunque è possibile che anche altri insetti siano ingrado di spostarsi con questo particolare metodo.

Tratto da National Geografic Italia

Problema a catena

Quesito n5 Difficoltà: 5

Il problema incatenato non è altro che una serie di problemi uniti insieme in un solo grande problema.

Il lato del quadrato ABCD è il risultato della seguente espressione
(3+4+2-3+1)x((5×9-1):11+(5-2)-(7×8-54))
Trova il perimetro del quadrato ABCD.

Il trapezio isoscele EFGH ha la base maggiore di 69 cm e i lati obliqui sono i 3/5 del lato del quadrato.
Gli angoli adiacenti alla base maggiore sono di 45° e l’altezza del trapezio è di 17 cm.
Calcola il perimetro del trapezio EFGH.

I lati obliqui del triangolo isoscele IJK sono congruenti alla base minore del trapezio e la base è congruente a 2/5 del lato obliquo.
Trova la base del triangolo IJK.

Il triangolo equilatero LMN ha il lato congruente al doppio della base del triangolo isoscele.
Trova il perimetro del triangolo equilatero LMN.

Il rettangolo OPQ ha la base congruente al perimetro del triangolo equilatero e l’altezza misura i 3/4 della base.
Calcola il perimetro del rettangolo OPQ.

Soluzione quesito 4: il risultato è 310 cm.